domenica, 18 maggio 2008

Oggi è festa grande a Lione. Per la settimana volta consecutiva, in pratica dall'inizio del secolo, (stagione 2001-2002) l'Olympique Lyonnais ha vinto il campionato francese, la Ligue 1.

Questo ne dice tante sul livello (scarsissimo) di questo campionato. Se poi consideriamo che a livello europeo, nella Champion's League (che i francesi, con orgoglio linguistico, chiamano la Ligue des Champions), si ferma puntualmente ai quarti o -peggio- agli ottavi di finale.

Forse, l'unico giocatore di vero valore di questa squadra è il ventunenne Karim Benzema, stella del calcio francese e probabile erede di Zidane (con cui, tra l'altro, condivide le origini algerino-cabile).

Leggi: l'articolo della vittoria dell'OL su gazzetta.it
             il ritratto di Karim Benzema su gazzatta.it
             l'intervista a Karim Benzema su gazzetta.it
            

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venerdì, 16 maggio 2008
L'articolo di Marco Imarisio sul Corriere di ieri è la manifestazione di ciò che mesi fa non immaginavo (mea culpa) e che solo da qualche settimana iniziavo a temere.

Avanti verso il Medioevo, ognuno con il suo passo.

Sotto, la prima pagina del manifesto di oggi, con una triste vignetta di Vauro.


manifesto 16 maggio
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categoria:italia, societĂ 
giovedì, 15 maggio 2008
Sento che con questo blog sto facendo una cosa giusta quando vedo che sui giornali italiani si parla di Francia per la coppia presidenziale,  per la guida alle parigine o per studentesse "bizarre", come se fossero uscite da film con la Fennech* o da un libro di Melissa P.

Se poi devo trattare uno di questi argomenti (studentesse), lo faccio sul campo senza aiuto copiare gli altri giornali. Non siate maliziosi, parlo di giornalismo, non di rimorchio. Presto forse pubblicherò qui degli stralci della mia inchiesta sulla prostituzione tra le studentesse, apparsa sul giornale universitario lionese.

*anche la studentessa in causa, ha dichiarato che certi articoli (quelli del Parisien) sono "antigiornalismo". Puntualmente il Corriere riprende anche questo, non accorgendosi di fare "antigiornalismo". Dov'è Massimo Nava?
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categoria:informazione, italia-france
mercoledì, 14 maggio 2008
Dopo aver dato fuoco alla spazzatura, alcuni napoletani hanno dato fuoco ai campi nomadi per l'esasperazione provocata dai rom.

Da anni l'Italia è esasperata dalla situazione napoletana (camorra, corruzione, spazzatura), ma nessuno ha mai dato fuoco a Napoli.
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categoria:italia, informazione, societĂ 
lunedì, 12 maggio 2008
Franco Bassanini e Mario Monti hanno scritto l'introduzione italiana alle trecento proposte del rapporto della Commissione Attali per rilanciare la crescita economica. Il rapporto verrà presto pubblicato in Italia dall'Egea e dalla Rizzoli, mentre il Riformista di oggi pubblica l'introduzione.
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categoria:economia, italia-france
giovedì, 08 maggio 2008
Questa è grave, molto grave.
Viene da dare ragione a Beppe Grillo e aderire subito al V Day 2, andare a cercare i tavolini della raccolta firme e firmare subito subito.

Apro il sito del Corriere della Sera oggi e negli Esteri trovo una notizia riguardante la Francia. Se negli scorsi mesi siamo stati deliziati dai dettagli delle storie d'amore, divorzi, fidanzamenti e matrimoni vari del presidente francese Nicolas Sarkozy, ora -stando a quanto scrive il Corriere- è la volta di Bernard Kouchner.
"Guida del ministero: ecco dove trovare le parigine più belle" è il titolo dell'articolo firmato da Mauro Remondino, giornalista enologo premiato nel 2002 col riconoscimento dell' Ordre de Coteaux de Champagne  dalla Moet & Chandon e da altre maison della Champagne.

E forse devono averlo premiato con una fornitura infinata del pregiato vino transalpino, forse si è invaghito della Belle Vie francese, forse gli hanno segnalato una notiza che non è proprio del suo dominio, e Remondino (oltre a copiare pari pari degli articoli dei tabloid inglese, fonti attendibili come il Sun e come il Daily Mail) scrive qualche cappellata in più:

«È lapidario il 34enne Pierre-Louis Colin- scrive Remondino - che, dopo aver scritto, a quattro mani con il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, tra i fondatori di Medici senza frontiere, la «Guide des jolies femmes de Paris», vive da autentico braccato da un mese».

Il nocciolo dell'errore è proprio qui: il libro non è stato scritto a quattro mani con il ministro Kouchner. Il Ministero non c'entra niente con questo libro. Sbaglia quindi Remondino, e sbagliano i redattori che -oltre a non correggere l'errore- l'amplificano titolando "Guida del ministero".

Quello che più sciocca di questo sciocca guida alle parigine sono questi fatti: uscito nelle prime settimane di aprile, composto da circa 190 pagine, la notizia esce solo ora sui tabloid inglese, mentre in Francia nessuno se lo fila, e solo ora viene ripreso dal Corriere senza alcun criterio di newsability.

Va detto anche che la Francia e l'Inghilterra hanno un'assurda relazione letteraria oltremanica: da anni l'inglese Stephen Clark ha successo con i suoi libri ironici sulla Francia, sui francesi, i loro comportamenti e le loro abitudini.
Quindi gli inglesi amano queste notizie frivole sulla Francia, che considerano sempre molto chic ed elegante. L'amano ancora di più da quando il suo presidente ha una storia d'amore con una top model nei magnifici palazzi antichi di Parigi.

Detto ciò, a noi italiani, invece, che ce ne può fregare?
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categoria:cultura, informazione, france
mercoledì, 07 maggio 2008

Filippo Tommaso Marinetti amerebbe la politica francese.

La presidenza di Nicolas Sarkozy, capo di stato molto chic, è definita onomatopeamente “bling-bling”, come il rumore delle monete, collane, gioielli, orologi e dobloni...

Il suo avversario François Hollande, segretario socialista da dieci anni, la definisce invece “couac couac”, onomatopea che, decondo il dizionario Larousse, indica il suono falso e discordante prodotto da una voce o da uno strumento di musica, oppure da quegli atti e quelle parole che rilevano un difetto nell’unità di un gruppo.

Replica Patrick Devedjian, segretario dell’UMP, che definisce la sinistra “plan plan”, piatta piatta, ma sbaglia: dov’è l’onomatopea?

No no, questo bla bla non va.

Fonte: le Nouvel Observateur

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categoria:france, destra-sinistra
lunedì, 05 maggio 2008

Le librerie sono il regno delle parole  e delle lettere.
Ma in Francia, da qualche mese a questa parte, sono i numeri a farla da padrone, e in particolare due cifre, il 6 e l’8. 6 e 8, non sommati ma accostati, 68, ’68, Sessantotto.

Da qualche giorno siamo entrati nel maggio 2008, e si commemorano in questi tempi i quarantanni dagli eventi fatidici dal “Mai 68”.

Ecco quindi che, prontamente, le librerie si riempiono di volumi di ogni genere su quest’argomento.

Noi (scusate il plurale maiestatico!) di Hic est Lyon siamo andati in una grande libreria nel centro cittadino di Lione, la Decitre, per saperne di più di questo rapporto tra “Mai 68” e libri.

Li si trova subito all’ingresso, imposti in maniera imponente. Si potrebbe pensare che sono pochi, e puntualmente si verrebbe contraddetti, perché nel reparto “Storia” se ne trovano altri ancora, diversi.

I più vistosi sono le raccolte fotografiche, affascinanti e belle da vedere. Ci sono poi molti libri che raccolgono testimonianze (collettive o individuali) di protagonisti dell’epoca (soprattutto Daniel Cohn-Bendit, Bernard Kouchner,attuale ministro dell’esteri di Sarkozy, e André Glucksmann, sessantottino pro-Sarkozy). E ci sono inoltre libri più particolari, che raccolgono le scritte sui muri o gli slogan rivoluzionari (di nome e di fatto) dei manifestanti.

Pauline, commessa della Decitre, sorride e afferma che «Sì, i libri sul Sessantotto sono molto venduti in questo periodo». Alexandre, commesso responsabile del reparto “Storia”, dichiara: «Tra i più venduti ci sono i volumi fotografici e quelli dedicati agli slogan, che sono più economici. Invece vendono poco le testimonianze, perché sono tante e varie, ognuno la pensa come vuole e dice la sua, quindi attraggono poco».

Io (torno al singolare), da bravo laureato in comunicazione e appassionato di comunicazione e linguaggio politico, sono uscito dalla libreria con questo piccolo volume «Les slogans de 68», scritto da Jean-Philippe Legois (archivista e ricercatore membro del Group d’études et de recherche sur les mouvements étudiants). Era molto accattivante anche il volume cartonato dalla forma di pavé e chiamato appunto “Mai 68 – Le pavé”.

Così, per i reduci del Sessantotto e i giovani che non sono vittime della crisi del “pouvoir d’achat”, ma sono vittime di nostalgie, si passa facilmente dal libretto rosso di Mao a un sacchetto pieno di volumi in qualche grande libreria.


Lo speciale 68 sul sito delle librerie Decitre
Lo speciale 68 sul sito delle librerie Fnac

slogan 68




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categoria:cultura, societĂ , la francia andando Ă  la fac
domenica, 04 maggio 2008
Lo scorso dicembre Nicolas Sarkozy aveva avuto diversi problemi con il colonnello libico Gheddafi. Dopo il controverso affare delle infermiere bulgare la scorsa estate, aveva avuto diverse patate da pelare al momento della scomoda visita del capo di Stato libico, soprattutto per quanto riguardava i diritti umani, messi da parte a favore degli affari.

Ora, sempre la Libia, torna a dare fastidio. Questa volta è all'Italia e questa volta è il figlio del colonnello, Saif El Islam, che minaccia "ripercussioni catastrofiche nelle relazioni con l'Italia" se Calderoli tornerà a fare il ministro. Ora, tutti conosciamo il caso umano di Roberto Calderoli, e pare il minimo che la Libia non infierisca più di tanto. Sarebbe un po' come sparare sulla Croce Rossa.
Positive sono le risposte del ministro degli esteri Massimo D'Alema, del suo successore Franco Frattini e della Lega Araba.

Un articolo di Marco Galluzzo sul Corriere della Sera ci ricorda però la situazione fragile che lega il premier in pectore Silvio Berlusconi al capo di stato libico: «Berlusconi resta in silenzio non solo perché non ancora in carica, non solo perché impegnato nella delicata assegnazione delle ultime caselle del governo, non solo perché ha buoni rapporti personali con il leader libico Gheddafi».

Quindi bisogna ricordarsi che c'è da muoversi molto delicatamente con la Libia. L'Italia non è la Francia e se qualcosa andasse storto a livello diplomatico, non ha neanche i TGV e gli aerei da proporre come risarcimento danni.


(quand'è che Gaucci e i perugini potranno chiedere il risarcimento dei danni fatti dal terzogenito di Gheddafi, Al Sa'adi?)
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categoria:italia, berlusconi
giovedì, 01 maggio 2008

Dopo l’exploit assolutamente imprevisto di Jean-Marie Le Pen alle elezioni presidenziali nel 2002, il partito d’estrema destra Front National non è più stato lo stesso.

Nicolas Sarkozy, diventato ministro degli Interni dopo quelle elezioni, è stato in grado di togliergli terreno mostrandosi molto attivo nell’ambito della sicurezza e dell’immigrazione.

Questa strategia è stata portata avanti per anni e ha permesso al giovane ministro degli Interni di imporsi come protagonista assoluto del panorama politico francese, mettendo in ombra il vecchio Le Pen.

Si arriva così alle elezioni presidenziali del 2007. Le Pen accusa Sarkozy d’essersi impossessato dei suoi argomenti e delle sue proposte, ma agli occhi degli elettori queste critiche hanno poco valore. Lo si è visto dopo il primo turno, quando l’FN s’è trovato al quarto posto con 6 punti percentuali in meno rispetto le presidenziali precedenti. L’ho si è visto ancora di più al primo turno delle legislative del giugno 2007, quando a malapena il partito dell’estrema destra ha passato il 4%, restando senza parlamentari.

Era il segnale di una crisi “nera”, disperata, senza fine, aggravata dalle multe e dai risarcimenti giudiziari che Le Pen e i suoi "camerati" devono pagare. La crisi sta continuando in questi giorni sempre dal punto di vista finanziario. La sede del partito a Saint-Cloud, fuori Parigi (quindi in una posizione più economica rispetto quelle degli altri principali partiti), rischia di essere messa in vendita. Venti impiegati rischiano di trovarsi a casa senza lavoro.

E all’asta c’è già l’auto blindata del presidente del partito. Una vecchia Peugeot 605 del 1992, con la bellezza di 137.000 km macinati in più di quindici anni, dotata di tutti i confort: aria condizionata, interni in pelle, vetri oscurati…

La notizia è stata trovata da un internauta per caso, ed è stata segnalata al sito d’informazione Rue89. In seguito, è stata confermata dal partito stesso, e quindi non si tratta di una bufala o di un pesce d’aprile a scoppio ritardato.

Ma che onesti questi politici francesi! Malgrado la mancanza di soldi, non ricorrono a un salvifico rimborso elettorale coi soldi dei contribuenti o altre astuzie (ad esempio, i soldi per finanziare il giornale organo di partito). E non si vendono neanche al Berlusconi di turno, pronto ad “acquistarseli” per garantirsi un sostegno.
postato da: giba1985 alle ore 12:48 | Permalink | commenti
categoria:economia, france, destra-sinistra