Le librerie sono il regno delle parole e delle lettere.
Ma in Francia, da qualche mese a questa parte, sono i numeri a farla da padrone, e in particolare due cifre, il 6 e l’8. 6 e 8, non sommati ma accostati, 68, ’68, Sessantotto.
Da qualche giorno siamo entrati nel maggio 2008, e si commemorano in questi tempi i quarantanni dagli eventi fatidici dal “Mai 68”.
Ecco quindi che, prontamente, le librerie si riempiono di volumi di ogni genere su quest’argomento.
Noi (scusate il plurale maiestatico!) di Hic est Lyon siamo andati in una grande libreria nel centro cittadino di Lione, la Decitre, per saperne di più di questo rapporto tra “Mai 68” e libri.
Li si trova subito all’ingresso, imposti in maniera imponente. Si potrebbe pensare che sono pochi, e puntualmente si verrebbe contraddetti, perché nel reparto “Storia” se ne trovano altri ancora, diversi.
I più vistosi sono le raccolte fotografiche, affascinanti e belle da vedere. Ci sono poi molti libri che raccolgono testimonianze (collettive o individuali) di protagonisti dell’epoca (soprattutto Daniel Cohn-Bendit, Bernard Kouchner,attuale ministro dell’esteri di Sarkozy, e André Glucksmann, sessantottino pro-Sarkozy). E ci sono inoltre libri più particolari, che raccolgono le scritte sui muri o gli slogan rivoluzionari (di nome e di fatto) dei manifestanti.
Pauline, commessa della Decitre, sorride e afferma che «Sì, i libri sul Sessantotto sono molto venduti in questo periodo». Alexandre, commesso responsabile del reparto “Storia”, dichiara: «Tra i più venduti ci sono i volumi fotografici e quelli dedicati agli slogan, che sono più economici. Invece vendono poco le testimonianze, perché sono tante e varie, ognuno la pensa come vuole e dice la sua, quindi attraggono poco».
Io (torno al singolare), da bravo laureato in comunicazione e appassionato di comunicazione e linguaggio politico, sono uscito dalla libreria con questo piccolo volume «Les slogans de 68», scritto da Jean-Philippe Legois (archivista e ricercatore membro del Group d’études et de recherche sur les mouvements étudiants). Era molto accattivante anche il volume cartonato dalla forma di pavé e chiamato appunto “Mai 68 – Le pavé”.
Così, per i reduci del Sessantotto e i giovani che non sono vittime della crisi del “pouvoir d’achat”, ma sono vittime di nostalgie, si passa facilmente dal libretto rosso di Mao a un sacchetto pieno di volumi in qualche grande libreria.
Lo speciale 68 sul sito delle librerie Decitre
Lo speciale 68 sul sito delle librerie Fnac
