Poco più di un mese fa parlavo delle centrali nucleari francesi situate lungo il Rodano, ben quattro nel suo corso da Lione verso il sud.
Ebbene, ieri in una di queste, nel sito nucleare di Tricastin, uno dei più grandi del mondo, si è verificato un bel guaio.
Ieri, martedì 8 luglio, 30 metri cubi di acqua contenente 12 grammi di uranio radiattivo per litro, per un totale di 360 kg, si sono riversati nelle acque circostanti, pari a 100 volte i valori annuali di immissione stabiliti per questo stabilimento.
L’Istituto di radioprotezione e di sicurezza nucleare (IRSN) dichiara che la società Socatri ha constatato un superamento del valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità pari a mille volte nel breve periodo per il livello d’inquinamento delle acque destinate al consumo umano.
Tuttavia le autorità tagliano corto e affermano che non ci sono rischi: le conseguenze sulla popolazione dovrebbero essere trascurabili, considerando che le persone non consumano l’acqua della falda freatica, afferma ancora l’IRSN.
Forti: Libération, Le Monde






